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Pubblicato su www.nextme.it

Che scienza e tecnologia possono oggi fare miracoli, è ormai assodato. Ma quando si parla di natura nel senso più primordiale del termine, anche loro sono costrette alzare bandiera bianca.

La questione, tanto discussa, di un eventuale concepimento a bordo di una navicella spaziale girovagando fra le stelle anche più vicine, sembra in effetti giunta a conclusione, e la conclusione sembrerebbe essere nella rinuncia (almeno per adesso).

E’ quanto emerge infatti dall’ultimo simposio in tema di viaggi interstellari, tenutosi lo scorso 30 settembre fra i più rinomati esperti spaziali e promosso dalla DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency): dunque procreare viaggiando nello spazio non è plausibile, dicono gli esperti,  se non altro perché in termini di tempo esiste un disequilibrio notevole: occorrono centinaia di anni per raggiungere anche le stelle più vicine, e nel frattempo si consumerebbero diverse generazioni piuttosto che una soltanto.

Come se non bastasse il dettaglio temporale, c’è la questione sicurezza, poiché la microgravità potrebbe rappresentare un pericolo per i potenziali genitori; e non ultimo, non esiste alcuna certezza in merito al ‘successo dell’operazione’ fra le stelle, ovvero: il concepimento potrebbe risultare comunque impossibile.

Insomma, va bene tutto in fatto di scienza, ma alla natura non si comanda.

C’è un che di confortante in questo limite scientifico, non trovate?

db

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