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Pubblicato su www.nextme.it 

Chiunque abbia testato il touchscreen deve aver pensato, la prima volta, che fosse un miracolo. Ma la tecnologia avanza veloce, e ciò che oggi sembra magia domani è già storia.

Così, prima ancora di aver preso confidenza con l’attuale sistema ‘touch’ che tanto ci ha stupito, c’è già qualcuno che lavora alle sue evoluzioni: Tapsense è una di quelle.

L’anatomia e i movimenti della mano sono molto sofisticati: uno smartphone o un tablet pc dovrebbe essere in grado di riconoscere la differenza fra polpastrelli, unghie e nocche, rispondendo a ciascuno di questi tocchi sullo schermo.

Alla Carnegie Mellon University un gruppo di studenti guidato da Chris Harrison ha sperimentato un sistema che, grazie ad un piccolo microfono, distingue il suono del tocco a seconda della parte di mano che sfiora lo schermo, classificando i diversi suoni con grande accuratezza.

Un’evoluzione del genere può avere rilevanza nel momento in cui, per esempio, si attribuiscono funzioni diverse a tocchi/suoni diversi, il che eliminerebbe persino l’esigenza di menu tanto dettagliati nel sistema operativo.

Harrison ha già presentato ufficialmente la nuova tecnologia presso l’ Association for Computing Machinery’s Symposium on User Interface Software and Technology, a  Santa Barbara, California.

Tapsense ha già un livello di precisione pari al 95%; forse non rivoluzionerà il concetto di touchscreen, ma di certo spianerà la strada per idee e tecnologie nuove di fronte alle quali avremo lo stesso senso di meraviglia provato davanti al primo smartphone della nostra vita.

db

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