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Pubblicato su www.nextme.it 

stampante 3D per gusci

Persino i paguri hanno vita difficile. Nelle profondità del mare, un po’ come sulla terra, non c’è sempre un tetto sicuro a disposizione, perché le conchiglie scarseggiano e i ‘senzaguscio’ aumentano vertiginosamente.

Nella ricerca disperata di un’abitazione sicura, i paguri finiscono per vivere in mozziconi di bottiglia o altri rifugi non paragonabili alla comoda conchiglia che siamo soliti veder loro sulla schiena.

Marketbot Industries, un’azienda all’avanguardia nel settore delle stampanti 3D, ha inventato un guscio artificiale per sopperire alla carenza di abitazioni in fondo al mare: tutto da vedere, certo, perché non esiste alcuna garanzia che ai paguri piaccia il frutto dell’ingegno umano, ma l’iniziativa resta lodevole.

Project Shellter, questo il nome del progetto, potrebbe salvare la vita di molti molluschi, non appena saranno individuati i materiali e le forme ideali.

Non si tratta però di attendere semplicemente i risvolti futuri: è infatti attivo un crowdsourcing per la creazione di alloggi marini aperto a tutti, e l’azienda è in attesa di spunti e idee per sperimentare e magari commercializzare il prodotto, o, come amano definirlo, il crabitat (dall’inglese ‘crab= paguro + habitat’).

Possiamo offrire le nostre capacità di progettazione digitale e funzionalità di stampa 3D per dare ai paguri un’altra opzione”, si legge sul blog di MarketBot, tutto quello che bisogna fare è caricare il proprio progetto su Thingverse.

Sotto con le idee dunque: migliaia di paguri sono già in cerca di casa.

db

 

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