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Pubblicato su www.nextme.it 

Avete capito bene. Il segreto di lunga vita è negli antenati, precisamente nel particolare stile di vita dei bisnonni, ma non è solo geneticamente che possiamo ereditarlo.

Sembra infatti che un gruppo di ricercatori della Stanford School of Medicine abbia scoperto fattori ereditari ben diversi da quelli considerati fino ad oggi cruciali: si tratta di processi epigenetici, derivanti cioè da stimoli ambientali più che dal DNA, e tali processi possono modificare l’espressione dei geni senza intaccare la natura del nostro codice.

La ricerca è stata condotta sulla base di uno studio precedente ad opera dello stesso gruppo di lavoro, ed è stata poi recentemente pubblicata in un articolo della rivista ‘Nature’.

Il team della Stanford, guidato da Anne Brunette, ha lavorato prevalentemente sul nematode denominato Caenorhabditis elegans’, testando come il blocco di una qualsiasi delle tre proteine chiave (ASH-2, WDR-5 e SET-2) aumenti la durata di vita non solo del soggetto direttamente interessato ma anche dei suoi discendenti. Su di essi però, l’alterazione di fatto non risulta più. In sostanza la cromatina, quel complesso formato da proteine e DNA che tiene insieme il nostro materiale genetico, può anche subire modifiche che epigenetiche e ‘non scritte’ che resistono generazione dopo generazione.

Questo risultato è frutto di una serie di test specifici effettuati su portatori di mutazioni epigenetiche il cui DNA non risultasse ‘compromesso’, nonostante lo fosse per le precedenti generazioni; questi soggetti, in effetti, sembrano vivere comunque più a lungo dei discendenti non mutati.

Questo effetto, dai ricercatori denominato ‘riprogrammazione genetica incompleta’, può durare fino a tre generazioni successive

“Non conosciamo ancora l’esatto meccanismo di questa memoria generazionale epigenetica”, ha dichiarato la Brunet. “Ipotizziamo che quando la generazione dei genitori è priva di alcuni componenti chiave che normalmente regolano la cromatina, i segnali epigenetici non vengano completamente resettati da una generazione a quella successiva nella linea germinale, così da indurre cambiamenti ereditari nell’espressione genica.”

db


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