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Pubblicato su www.nextme.it 

Imparare dormendo? Perché no.

E’ un’ipotesi tenuta in considerazione da sempre. Ma un recente studio ha effettivamente dimostrato che  quando dormiamo il processo di elaborazione di informazioni non solo non si arresta, ma lavora in modo del tutto diverso che nello stato di veglia.

Le teorie legate all’apprendimento notturno sono state sempre tante e spesso anche molto fantasiose; già negli anni 80, tanto per fare un esempio simpatico e italianissimo, un noto film di Adriano Celentano rappresentava una giovanissima Federica Moro  alle prese con una lezione universitaria trasmessa in cuffia durante il sonno notturno.

Benchè abbiate certamente sorriso davanti a quella scena etichettandola come frutto dell’ingenuità, c’è poco da scherzare: i ricercatori della Michigan State University hanno appena pubblicato un studio sul Journal of Experimental Psycology che rende plausibile immaginare una forma speciale di apprendimento nel sonno. Sembra si tratti si una forma mnemonica molto diversa dai sistemi tradizionali, poiché si manifesta senza che i soggetti siano consapevoli dell’elaborazione delle informazioni.

Una serie di test effettuati su circa 250 volontari ha mostrato come dalla ‘sleep memory’ derivino di fatto numerose conseguenze per la capacità di apprendimento quotidiana; non sono le stesse per tutti, ma nella maggior parte dei casi si registra un forte incremento della memoria grazie ad una ‘buona notte’.

Fenn and Zach Hambrick, i due professori a capo dello studio, hanno definito questa memoria inconsapevole come un costrutto mentale distaccato e diverso rispetto al consueto processo di apprendimento, tanto da non essere individuabile tramite i tradizionali test di intelligenza come il SAT e l’ACT.

La ‘sleep memory’ è quindi ancora del tutto sconosciuta ed è terreno di ulteriori ricerche; quello che si sta cercando di capire al momento è se e in che modo potrebbe essere connessa con la capacità che le persone hanno di imparare, per esempio, nel corso di una lezione giornaliera. In quel caso, è possibile che sia sufficiente un’ora di sonno in più per rendere meglio a scuola o all’università.

Praticamente, il sogno di ogni studente!

db

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