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Pubblicato su www.nextme.it 

Il caso di Louisa Ball ha già scatenato sul web giochi di parole fra favola e realtà, al punto che oggi è più nota come ‘la bella addormentata’ piuttosto che con il suo nome di battesimo, e tutto per via dei suoi lunghi e improvvisi letarghi.

Ma c’è poco da scherzare: questa ragazza di soli 17 anni vive una vita tutt’altro che facile, in balia di una malattia rarissima che può lasciarla addormentata anche 15 giorni di fila.

Per essere precisi, si tratta della cosiddetta sindrome di Kleine-Levin, un disturbo del sonno che ha colpito Louisa circa 3 anni fa a seguito di un banale ricovero ospedaliero dovuto ad una classica influenza, e già in quell’occasione, dopo essersi addormentata, sono occorsi più di 10 giorni perché si risvegliasse.

Dal 2008, lo stato di sonno prolungato si verifica per lei all’improvviso, e tutta la sua vita si ferma: niente scuola, niente palestra, niente vita sociale. I suoi genitori sono costretti a sorvegliarla continuamente per soddisfare quantomeno i suoi bisogni primari: la svegliano per mangiare e andare in bagno, ma sistematicamente Louisa crolla fra le lenzuola.

Resta prigioniera del sonno per lunghi periodi, alle volte anche due settimane consecutive.

Ciò che sconvolge maggiormente è l’assenza di cure mirate e risolutive per la sindrome di Kleine-Levin; la medicina si limita infatti alla somministrazione di farmaci stimolanti del sistema nervoso che possono quindi contribuire a tenere i pazienti svegli, ma con risultati non proprio ottimali.

E intanto Louisa vive questa adolescenza fuori dall’ordinario fin troppo serenamente, in attesa di una risposta scientifica che, almeno per adesso, non promette soluzioni a breve termine.

db

 

 

 

 

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