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Pubblicato su www.nextme.it 

Un fulmine ogni dieci secondi circa, con una potenza diecimila volte superiore agli squarci nel cielo che siamo soliti vedere dalla terra, e un diametro di almeno ottomila chilometri: sono queste le dimensioni della violentissima tempesta avvenuta sul pianeta Saturno, cui la rivista Nature ha già dedicato una copertina e due articoli.

Comprensibile, considerando che un fenomeno di tali dimensioni non accade frequentemente; per essere precisi, parliamo di una volta ogni 29,5 anni terrestri, ovvero il corrispondente di un anno sul pianeta in questione.

Le immagini di questa colossale ondata su Saturno mostrano una lunga scia bianca lungo l’emisfero nord, una sorta di nube in movimento che, vista così, non rende giustizia a tutta la sua potenza: si tratta infatti di uno dei fenomeni atmosferici più violenti mai avvenuti sul pianeta, tanto che, stando a quello che riferiscono gli scienziati di tutta Europa, tempeste vagamente simili si sono verificate non più di cinque volte negli ultimi 130 anni.

E se ne conosciamo i dettagli, è grazie alla sonda Cassini, che da circa sette anni osserva instancabilmente il cielo e che ora si sta concentrando su Saturno; una missione cui, ricordiamo con orgoglio, partecipa anche l’Italia tramite il contributo dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana), e quello scientifico dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica).

Eppure, sembra che la ciclopica tempesta sia stata visibile anche da astronomi e astrofili amatoriali di tutto il mondo: loro l’hanno addirittura ribattezzata col nome ‘tempesta del dragone’. Considerata la brillantezza e l’estensione del fenomeno, infatti, un telescopio da 100-130 mm in condizioni atmosferiche favorevoli è stato sufficiente ai più per godere lo spettacolo del pianeta degli anelli.

Ovviamente, nulla a che vedere con le immagini mozzafiato pervenute dalla sonda Cassini, oggi disponibili sul sito della NASA.

db

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