Tag

, , , ,

Pubblicato su www.nextme.it 

Se per gli umani essere felici è un buon biglietto per la longevità, per gli orango potrebbe valere la stessa regola. Benchè le due cose non siano direttamente correlate infatti, c’è una catena di prove scientifiche  che suggerisce un nesso piuttosto solido: dal momento che il buonumore migliora le loro condizioni di salute, il benessere che ne consegue incide sulle loro capacità di sopravvivenza.

Lo ha recentemente dimostrato un gruppo di ricercatori dell’Università di Edimburgo, in Scozia, chiedendo ai gestori di alcuni zoo di monitorare l’umore di 172 orango, fra i quali 89 orango di Sumatra (Pongo Abelii) e 53 orango del Borneo (Pongo Pygmaeus).

Ai responsabili è stato chiesto di valutare lo stato di benessere degli animali sotto diversi punti di vista, anche registrando impressioni personali o facendo supposizioni in merito a cosa, secondo il loro parere, avrebbe potuto incrementare la loro felicità.

Da questa osservazione, in corso ormai da setti anni, è emerso come uno scarso livello di buonumore sia in grado di compromettere lo stato di salute degli orango, dato che implica una maggiore necessità per gli zoo di tutto il mondo di rendere quanto più confortevole possibile la permanenza di queste creature in un ambiente così lontano e diverso dall’habitat naturale.

E non è tutto. Le scoperte effettuate grazie alla ricerca scozzese evidenziano ancora una volta l’affinità tra esseri umani e orango, che già condividono, scientificamente parlando, un comune antenato risalente a circa 14milioni di anni fa.

“Questa ricerca potrebbe produrre intuizioni affascinanti sull’evoluzione della felicità in moltissime altre specie”, ha dichiarato Alexander Weiss, leader del progetto di ricerca; “una volta compresi i meccanismi di questa evoluzione mi piacerebbe sperimentare interventi mirati per vedere se l’umore e il benessere degli orango come di altre specie può essere migliorato”.

db

 

 

Annunci