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Pubblicato su www.nextme.it 

Quando si parla di dipendenza da internet le definizioni possibili sono così tante da mandarci totalmente in confusione. Da anni però la domanda è sempre la stessa: può questa dipendenza cambiare fisicamente la struttura del cervello umano? Ebbene, può.

Secondo un recente studio pubblicato lo scorso 3 giugno su PLoS One l’utilizzo eccessivo di internet, specie con i vari giochi multiplayer del momento, non soltanto crea dipendenza, ma compromette il cervello in profondità quanto in superficie: sembra infatti che la materia cerebrale esterna si riduca di pari passo con la durata della dipendenza stessa.

Gli adolescenti oggetto dello studio hanno mostrato significative alterazioni strutturali anche nell’area del cervelletto, lungo la corteccia orbito-frontale e nell’area motoria supplementare.

Se allora i ragazzi trascorrono online la stragrande maggioranza del loro tempo, viene da domandarsi quali conseguenze bisogna aspettarsi per un comportamento simile. Secondo Nora Volkow dell’Istituto Nazionale per l’Abuso di Droghe, la sola ragione per cui la dipendenza dal web non è riconosciuta come una vera malattia è l’assenza di prove scientifiche al riguardo.

A differenza delle dipendenze fisiche vere e proprie infatti, l’uso ossessivo di internet rientra nel campo delle dipendenze comportamentali, al pari del gioco d’azzardo (l’unico sul quale procedono studi di ricerca), dello shopping sfrenato o dell’eccessivo consumo di cibo o addirittura del sesso. Ciò significa sostanzialmente che non esistono basi solide per la ricerca in questo campo, malgrado le conseguenze psicologiche e sociali derivanti dall’essere piantati davanti ad uno schermo tutto il giorno.

Alcuni dei giochi più moderni in effetti costituiscono un pericoloso strumento di evasione dalla realtà, che attrae fortemente i più giovani e li ingloba in un mondo in cui possono scegliere di essere eroi, creare un impero, acquisire potere. Quando un simile strumento diviene indispensabile fino all’ossessione e l’abuso, si può a buon ragione parlare di disturbo mentale, che come tale andrebbe curato.

Questo studio potrebbe quindi illuminare il mondo scientifico in merito all’entità del rischio che il web rappresenta per i giovanissimi, nati con le mani sulla tastiera e abbandonati tutto il giorno davanti ad un pc.

db

 

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