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Pubblicato su www.nextme.it 

La gemma che osservate in questa foto, malgrado la sua perfetta luminosità, è stata realizzata artificialmente: si tratta del risultato dell’azione di alcuni materiali intelligenti che stimolano le proteine ad aggregarsi e formare una pietra identica all’originale.

Ci sta lavorando la studentessa Naomi Chayen dell’Imperial College di Londra, che nell’intento di scoprire la natura complessa di alcune proteine, ha identificato dei materiali ‘mutaforma’ intelligenti denominati ‘polimeri a stampo molecolare’ (MIP); questi polimeri, sollecitando le proteine a legarsi per formare gemme cristalline, ne rivelano per la prima volta l’intricata struttura.

Ciò che rende speciali questi composti, secondo quanto si legge sul ‘Proceeding of the National Academy of Science’, è la loro capacità di legare e catturare le proteine; così, una volta estratti, quel che resta è un perfetto stampo della loro forma.

Dall’utilizzo di sei differenti tipi di MIP è stato già possibile cristallizzare ben nove proteine, processo che nel 10percento dei casi era risultato fallimentare con i tentativi precedenti. Ad oggi, comunque, soltanto il 20percento delle proteine ha raggiunto lo stadio di cristallizzazione, e in molti dei casi sperimentati si tratta di proteine potenziali candidate come farmaci di uso comune o eventualmente utili per gli studi sul genoma umano.

Una corretta identificazione della struttura proteica, difficilmente ottenibile ormai con i cristallografi a raggi X, potrebbe quindi essere una risorsa preziosa (è proprio il caso di dirlo) per la ricerca su bersagli farmacologici mirati: questi speciali polimeri, quindi, aprono la strada per superare finalmente gli ostacoli che finora sembravano difficilmente sormontabili.

db

 

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