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Pubblicato su www.nextme.it 

Negli ultimi venti anni la scienza ha rivelato alcune decisive scoperte sul mondo dell’infanzia e su come i bambini percepiscono, in linea di massima, ciò che li circonda. Ed è ormai assodato come essi concepiscano alcune delle regole cruciali in merito al mondo fisico.

Quello che non si sapeva, almeno fino ad oggi, è che i bambini sono in grado di produrre supposizioni molto più sofisticate partendo proprio da queste conoscenze di base.

Secondo quanto pubblicato lo scorso 27 maggio su Science, infatti, i bambini hanno un’intelligenza molto particolare, tecnicamente definita del ‘ragionamento puro’, che permette loro di comporre scoperte e aspettative anche molto complesse a partire da poche, semplici informazioni: lo hanno dimostrato un gruppo di ricercatori assistiti da Josh Tenenbaum, professore di scienza cognitiva e computing del MIT, sviluppando e sperimentando un  modello ‘digitale’ che simula in modo efficace tali meccanismi di ragionamento.

Si tratta in verità di un progetto a lungo termine lanciato quest’anno dal MIT per comprendere meglio la natura dell’intelligenza cognitiva in generale, e successivamente denominato ‘Progetto 3-6-12’, proprio perchè indaga sulla cognizione infantile studiando i soggetti rispettivamente alle età di 3, 6 e 12 mesi.

Come ha spiegato lo stesso Tenenbaum :“L’intelligenza reale consiste nel ritrovarsi in situazioni completamente nuove che però hanno qualcosa in comune con esperienze già vissute, e nell’usare poi queste conoscenze astratte per reagire produttivamente rispetto alla situazione attuale”. Lo stesso meccanismo è stato dunque applicato al modello sperimentale in questione: esso in pratica calcola le probabilità che un evento si verifichi in base a una serie di regole fondamentali su come gli ‘oggetti’ del mondo generalmente si comportano, e sorprendentemente l’affinità nelle risposte dei bambini e della macchina è risultata per ora estremamente alta.

“Non abbiamo ancora una teoria univoca su come lavora l’aspetto cognitivo umano”, ha precisato ancora Tenenbaum, “ma stiamo facendo progressi nel descriverne alcuni cruciali aspetti che in passato erano solo intuizioni. Adesso però stiamo per descriverli matematicamente”.

Nuovi modelli cognitivi stanno quindi facendosi strada in campo psicologico, e le macchine, oramai lo sappiamo bene, seguono a ruota: perché più conosciamo la natura umana, più aumentano le sue perfette (o quasi!) riproduzioni.

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