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Poco più di 15 giorni all’avvio dell’EQOFESTIVAL 2011, la manifestazione prevista per I giorni 5-6-7 agosto presso le suggestive Terme Varroniane di Cassino.

L’ambizioso progetto dell’Associazione Culturale Eqo giunge così alla quarta edizione con un programma ricchissimo di attività per tutti i gusti e tutte le età: cinema, arte, fotografia, letture, sport, laboratori e workshops e c’è persino un’area dedicata alle nuove tecnologie applicate all’arte.

Dislocate lungo un’area termale di circa 20,000 mq, le fittissime iniziative proposte quest’anno non trascurano sorprese musicali scelte con cura nel panorama nazionale e internazionale: una line-up che fa invidia ai migliori festival di tutta la regione.

Tanto per cominciare, i cancelli dell’EQOFESTIVAL si aprono allo scoccare della mezzanotte di  venerdi  5 agosto con il Redbull Tourbus, un palco itinerante allestito sul tetto dell’autobus firmato Redbull. Uno spettacolo originale e insolito, di cui godranno i primi e previdenti campeggiatori che decideranno di picchettare la propria tenda la notte precedente all’inizio delle attività giornaliere.

Inaugurano il Main Stage venerdi sera (5 agosto) Daniele Sepe feat. Shaone, un progetto musicale impegnato e interessantissimo: Fessbuk.

Buonanotte al manicomio è l’ennesimo cambio di rotta all’insegna del meticciato e la fusione di stili per l’eclettico sassofonista napoletano, qui con il rapper conterraneo Shaone, attivo con eccellenti risultati sia in singolo che con La Famiglia. Il rap come tecnica comunicativa e veicolo per comunicare i pensieri e le riflessioni che nei mesi si sono accumulati sulla bacheca

facebook di Shaone, e sono pensieri affilati e taglienti che non risparmiano niente e nessuno, fotografando con schiettezza e cinismo l’italia contemporanea. Il tutto contornato da sonorità che partendo dal jazz funk più elettrico attraversano territori ferocemente rock, senza farsi mancare echi mariachi e approdi su lidi sirtaki.

La serata del venerdi prosegue con una delle band indie-rock più rappresentative della nuova generazione odierna: Le Luci della Centrale Elettrica, nate nel 2007 grazie all’impegno del cantante Vasco Brondi. Il progetto musicale di questa band non ha niente a che vedere con il consueto strimpellare del momento: nulla che potreste cantare a mo’ di tormentone estivo, nulla che richiami uno di quei motivetti o ritornelli che s’impadroniscono del vostro cervello fino a non poterne più. Le Luci della Centrale Elettrica non vi faranno sorridere o ballare scatenati sotto il cielo stellato dell’EQOFESTIVAL, ma la loro musica è indiscutibilmente poesia: una poesia angosciata, che sceglie per tema tutta la miseria del nostro tempo per condurre a una riflessione amara che non risparmia dettagli: call center, guerre, solitudine, centrali nucleari, prostitute, crisi economica. Non manca niente. Sono lo specchio della società incorniciata fra chitarre, arpeggi, organi e testi colmi di verità.

Sabato 6 agosto EQOFESTIVAL ospita i Bud Spencer Blues Explosion: chi non li ha mai ascoltati può anche continuare a credere che questi due ragazzi romani siano la band dallo strano nome che non sfonderà mai nella vita. Ma chi si è imbattuto almeno una volta nei Bud Spencer Blues Explosion sa che vale la pena fermarsi ad ascoltarli, perché saranno anche in due, ma suonano per dieci. Eclettici come pochi, sul palco disegnano uno spettro sonoro che poggia sul blues, sfiora l’elettronica, passa per il rock e accarezza anche  virtuosismi acustici che fanno invidia alle migliori band italiane su piazza.

A seguire, salgono sul palco gli One Dimensional Man: il nome di questa band è ispirato all’opera di Herbert Marcuse (L’uomo a una dimensione) che denuncia senza esitazione il consumismo della società occidentale. Sonorità ruvide e taglienti tipiche dell’hardcore-noise, qualche nota blues e performance vocali tra il teatrale ed il lisergico di Pierpaolo Capovilla, meglio conosciuto come leader del Teatro degli Orrori.Tornati ad una piena attività dopo un lungo silenzio sono sulla scena musicale italiana dal ’97 e ieri come oggi raccolgono entusiasmi intensi tanto quanto critiche feroci. Non è difficile capire perché: il loro è un sound senza compromessi, e tale è anche la reazione del loro pubblico: li amerete da impazzire, o non li capirete affatto.

Ma la Guest star assoluta di questa edizione è la band britannica ASIAN DUB FOUNDATION, in concerto live domenica 7 agosto. Direttamente dal loro ultimo concerto di Tokio approdano all’EQOFESTIVAL 2011 portandosi dietro i ritmi ragga-jungle, le sonorità indo-dub, l’energia del punk-rock, le vibrazioni tradizionali del mondo asiatico e, non ultimo, le parole impegnate di un gruppo che da sempre propone progetti musicali e non a favore degli oppressi, degli emarginati e dei più deboli.

Universalmente riconosciuti come una delle migliori band dal vivo al mondo, gli Asian Dub Foundation calcano la scena musicale fin dagli anni ’90, rinnovandosi continuamente senza perdere mai lo spirito originale, grazie al quale hanno saputo cavalcare l’ondata dei cambiamenti sociali, politici e comunicativi senza cedimenti.

Non è musica fine a se stessa: è l’elettronica dei significati, la nobile missione di veicolare messaggi importanti attraverso l’arte. E se l’artista porta il nome degli Asian Dub Foundation, il messaggio ha automaticamente un bacino di utenza internazionale.

Sul palco 2, da sempre denominato Green Stage, si esibiscono poi circa 11 band emergenti:

Revolution 9- Nero Seriale- Esercizi di base per le cinque dita- Buffalo Kill- LenteGaussianeMilitanti- Johnny Freak- The Whirlings- Visual Poem- Faunalia- Kutso

Insomma ce n’è per tutti i gusti.

Unica nota negativa per gli appassionati del campeggio all’aria aperta: i posti tenda sono limitati, e le prenotazioni saranno interrotte all’esaurimento delle piazzole disponibili.

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