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Pubblicato su www.nextme.it

Sull’isola di Vulcano, nell’arcipelago delle sette siciliane Eolie, due fisici italiani stanno attualmente monitorando il cratere con una innovativa tecnica a scansione laser  (denominata  ‘laser a scansione terrestre’) che consentirà un’indagine dettagliata del territorio e i suoi continui sussulti.

Giuseppe Casulo e Arianna Pesci, esperti di geofisica presso l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), sono da qualche settimana stanziati sull’area dell’isola che fiancheggia il cratere (la cosiddetta Forgia Vecchia), e stanno sperimentando questa innovativa tecnica ottica che permette, attraverso un sistema di specchi rotanti ed oscillanti, di attribuire ad ogni punto del territorio delle coordinate precise.

Il sistema permette non solo il monitoraggio di ciascun segnale da una griglia calibrata, ma anche l’accurata misurazione dell’intensità di tale segnale, con il risultato di una indagine precisa e dettagliata dell’intera superficie in esame.

Per l’isola di Vulcano non si tratta certo di una novità: i primi rilievi effettuati risalgono infatti al 2009, e quella attuale è nient’altro che una verifica in merito a eventuali cambiamenti sull’attività del cono vulcanico. Verifica che, stando alle dichiarazioni della Pesci, ha già imposto un monitoraggio più frequente ed accurato proprio nell’area della Forgia Vecchia, dove sembra persistere il rischio frana.

Le informazioni raccolte su questo punto dell’isola, che viene ora monitorata almeno due volte l’anno anziché una soltanto, potrebbero infatti essere di grande aiuto alla Protezione Civile nel prevenire eventuali frane e incidenti sul posto.

Una tecnica interessante dunque, poiché dettagli fisici a parte, ha un riscontro concreto in termini di sicurezza, il che di certo consola e gratifica isolani e turisti.

db

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