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Pubblicato su www.nextme.it

A bordo della sonda spaziale statunitense inviata dalla Nasa nel 2005 per scoprire i segreti di Marte e scovare potenziali accessi al pianeta, viaggia da qualche anno anche Sharad, un radar sviluppato dall’azienda italiana ‘Thales Alenia Space’, per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana e dall’Università di Roma La Sapienza .

Sharad, che ha finora esplorato il suolo marziano in silenzio e senza troppi facili entusiasmi, sembra stavolta aver rilevato nella calotta polare sud del pianeta un deposito di biossido di carbonio ghiacciato decisamente superiore alle aspettative. Si, perché la presenza di anidride carbonica ghiacciata su Marte non è in effetti una novità per gli scienziati, ma qui si parla oggi di quantità ben trenta volte superiori alle ipotesi precedenti, il che cambia notevolmente la visione d’insieme.

Cerchiamo allora di capire meglio cosa accade ciclicamente sul Pianeta Rosso: ogni 100mila anni circa l’inclinazione dell’asse di rotazione di Marte varia in maniera significativa, e il risultato è che il polo sud del pianeta si ritrova esposto alla luce e al calore del sole. Nel momento in cui questa variazione si verifica, una simile riserva di anidride carbonica è quindi destinata a sublimare (a passare cioè direttamente dallo stato solido a quello gassoso), con un conseguente innalzamento della pressione atmosferica e dell’effetto serra. Queste particolari condizioni, come sappiamo, favoriscono la presenza e la resistenza per lunghi periodi di acqua allo stato liquido, e nondimeno spiegano le numerose evidenze precedenti in proposito: sul pianeta infatti restano tracce di grandi bacini d’acqua o scorrimento di fiumi ora esauriti.

In verità l’acqua allo stato liquido, più che scomparsa definitivamente, è soltanto riprecipitata nella zona fredda (il polo sud, appunto), nel momento in cui Marte ha ristabilito la sua consueta inclinazione planetaria. Fra altri 100mila anni, dunque, le condizioni appena descritte potrebbero riproporsi, e quello sarebbe allora il momento più indicato per l’uomo di fare visita al Pianeta Rosso.

Certo, la presenza di acqua allo stato liquido e la densità dell’atmosfera non sono di per sé condizioni sufficienti alla sopravvivenza dell’uomo su Marte, visto che quest’ultima risulterebbe composta essenzialmente di anidride carbonica (che sulla Terra non supera lo 0,4percento); tuttavia sarebbe abbastanza per permettere agli scienziati del futuro di passeggiare finalmente, armati di bombole di aria, sulla superfice di questo affascinante e imprevedibile pianeta.

db

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