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Pubblicato su www.nextme.it 

Dai Laboratori Nazionali del Gran Sasso giungono finalmente i primi dati raccolti dal progetto di ricerca Xenon 100, che da 1400 metri di profondità sotto la parete rocciosa del Monte Aquila, dà la caccia alla materia oscura come mai era stato fatto prima.

E’ infatti nei laboratori sotterranei del Gran Sasso, al riparo da ogni possibile interferenza, che i migliori scienziati e fisici odierni tentano di afferrare l’inafferabile, utilizzando le tecnologie più all’avanguardia e le macchine più sofisticate al mondo per catturare ciò che si ritiene costituisca il 22 percento circa dell’intero Universo: la materia oscura.

Dopo la lunga attesa, è una ricercatrice italiana, Elena Aprile, fondatrice e leader del progetto di ricerca, a presentare i primi risultati di Xenon 100: ma delle WIMP (Weakly Interacting Massive Particles) non sembra ci sia traccia fra le maglie del cilindro di 161 chili di xenon purissimo installato per la ricerca.  Queste particelle, infatti, continuano a non interagire in alcun modo persino di fronte a questo gas nobile selezionatissimo: quello situato nel caveau sotterrano del Gran Sasso, oltre a godere di una localizzazione pressochè eccezionale, è stato scelto per garantire un livello incredibile di ‘radiopulizia’: è infatti parzialmente liquido, oltre che gassoso, perciò si suppone possa produrre fenomeni sia di scintillazione che ionizzazione al potenziale passaggio di una di queste particelle wimp.

Le caratteristiche dello xenon utilizzato, peraltro costosissimo (circa mille dollari al chilo), escludono per la prima volta il rischio di falsi positivi nella caccia alla materia oscura, come spesso era avvenuto per molti dei tentativi precedenti. Così, senza effimeri entusiasmi, i ricercatori attendono pazienti che succeda qualcosa: “In questi cento giorni ci aspettavamo di registrare circa due eventi provenienti dalla radiazione di fondo. Ne abbiamo visti tre. Quindi non c’è ancora nessuna evidenza”, ha spiegato la Dott.ssa Aprile, da 25 anni insegnante presso la Columbia University.

“Ma la ricerca va avanti. Già adesso, i risultati ottenuti pongono i vincoli più stringenti al mondo sulle interazioni di tipo “elastico” delle WIMP con la materia ordinaria. E questo grazie alle prestazioni straordinarie del nostro rivelatore, nel quale siamo riusciti a ridurre il fondo radioattivo a livelli senza precedenti”.

Il team dunque resta ottimista, malgrado i risultati tanto sperati si stiano facendo attendere, e progetta invece di affiancare a Xenon 100 un nuovo e più grande esperimento: Xenon One Ton, contenente appunto una tonnellata del gas nobile.

E se davvero riusciranno ad installarlo, la possibilità di catturare la materia oscura sarà decisamente più concreta.

db


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