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Pubblicato su www.nextme.it

Il 90percento circa delle persone usa la mano destra (o più in generale gli arti della parte destra del corpo) per svolgere la stragrande maggioranza delle azioni quotidiane. Il restante 10percento fa lo stesso invece con la sinistra: come si spiega questa differenza?

E’ esattamente quello che sta cercando di scoprire un gruppo di ricercatori dell’Università di Aberdeen (Gran Bretagna), e i primi risultati sono già in pubblicazione sul prossimo numero di Cortex: è attraverso azioni che richiedono l’uso di entrambe le mani contemporaneamente, che si può ottenere una risposta.

Da una serie di test effettuati su un campione di volontari, è emerso che destri e mancini reagiscono in maniera del tutto differente quando si tratta di scegliere una delle due mani per raggiungere degli obiettivi: e mentre per i mancini non sembrano esserci grandi difficoltà o influenze, i destri sono decisamente portati verso la scelta della mano dominante.

Gavin Buckingham, che svolge attualmente il post-dottorato presso il ‘Centro Cervello e Mente’ nell’Università del Western Ontario, ha infatti sotto posto i volontari a una serie di prove volte a comprendere i meccanismi celebrali che regolano l’uso delle due mani: il campione è stato invitato a ‘toccare’ alcuni segnali via via proiettati su uno schermo prima con entrambe le mani contemporaneamente, e subito dopo a ripetere l’operazione solo con quella più vicina all’obiettivo.

Nell’ultima prova, poco prima dell’apparizione dei segnali i volontari hanno ricevuto un ‘indizio’ sull’imminente comparsa tramite piccoli impulsi elettrici su una mano o l’altra: in un paio di casi però tali indizi erano volutamente ingannevoli. E’ così emerso che i destri manifestano maggiori difficoltà nella scelta a seguito di falsi indizi, ed hanno quindi impiegato più tempo nella risposta e totalizzato un maggior numero di errori; questa asimmetria non è stata invece riscontrata nei soggetti mancini.

Tali risultati trovano spiegazione nel fatto che la scelta di una mano piuttosto che l’altra “è legata alla specializzazione dell’emisfero del cervello che controlla la parola e il linguaggio”, ha spiegato il Dott. David Carey, supervisore dello studio, “la maggior parte dei mancini è in verità celebralmente destrimano, il che indebolisce le influenze quando si tratta di scegliere una mano rispetto all’altra”.

Al contrario, l’attenzione di chi non è mancino risulta diretta sempre sulla parte destra del corpo, così il lato dominante ha un’influenza di gran lunga più rilevante.

db


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