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Pubblicato http://www.nextme.it


Ogni specie animale ha una sua caratteristica pigmentazione del pelo, e anche all’interno della stessa specie le differenze possono essere infinite. Ma forse la spiegazione a tutto questo è stata trovata in un gene denominato Agouti, che si presume controlli appunto la distribuzione del colore.

Un team di scienziati dell’Università di Harvard ha infatti individuato la funzione di tale gene in un particolare topo bicolore nordamericano (comunemente detto ‘topo cervo’) e poiché il gene è presente in tutti gli altri vertebrati, è plausibile ipotizzare generalizzazioni.

“Prendendo in considerazione una pigmentazione semplice come quella del topo cervo –dorso nero e cintura bianca- abbiamo dimostrato che piccoli cambiamenti nell’attività del singolo ‘gene della pigmentazione’ possono generare grandi differenze nella colorazione del manto in età adulta”, ha spiegato Marie Manceau, ricercatrice associata presso il Dipartimento di Biologia Organismica ed Evoluzionistica e autrice della recente pubblicazione su Science.

Nel topo nordamericano oggetto dello studio, il pattern di colore sembra essere decretato già a metà strada della gestazione, ovvero circa 12 giorni dopo il concepimento. Benchè si tratti di un caso ‘semplice’, come la stessa autrice lo definisce, è possibile che questa attività di ‘pre-pattern’ all’interno del grembo materno si verifichi in tutte le altre specie, sviluppando così anche distribuzioni di pigmento più complesse.

Questo spiegherebbe, eventualmente, le striature della zebra, le chiazze del leopardo o lo spettacolare manto della tigre. Per il momento allargare il discorso ad altre specie è ancora un azzardo, ma le nuove informazioni acquisite conducono la ricerca un passo più avanti nel rispondere a domande che, dopotutto, aspettano da sempre di essere svelate.

db


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