Pubblicato su http://www.eqonline.it


In natura esiste un equilibrio perfetto che è fatto di tanti piccoli pezzetti interconnessi.
L’intera catena alimentare, anello dopo anello, chiude il cerchio perfetto della vita di uomini, animali e vegetali rendendoli indispensabili l’uno all’altro, e l’ambiente che essi condividono, la Madre Terra con tutte le sue risorse, è anch’essa parte di questa suprema armonia che garantisce a tutti, nessuno escluso, la prosecuzione della specie.

Nel dettagliato equilibrio appena descritto la parola chiave spesso dimenticata è appunto interconnessione: quando infatti un anello qualsiasi della catena viene meno, l’immediata conseguenza sulle singole specie è solo il preludio d’un effetto dòmino destinato ad estendersi, seppur lentamente,  anche su tutti gli altri.

E allora l’equilibrio non c’è più.

Quello che segue è un breve elenco delle specie animali più conosciute che risultano attualmente a rischio di estinzione; e tale rischio, come anticipato, coinvolge loro per prime, e tutti gli altri a seguire.

E troppo spesso, purtroppo, il genere umano è causa di buona parte del danno.

 

1)    L’AQUILA REALE

Maestosa come pochi esseri su questa terra, l’aquila reale è a rischio da diversi anni, malgrado i numerosi tentativi di ripopolamento e malgrado sia considerata specie protetta praticamente ovunque. In tutta Europa, gli esemplari non superano infatti le 3mila unità; ritiratasi in luoghi montagnosi e impervi, fuori dalla portata del suo principale nemico (l’uomo), l’aquila reale è ancora oggi vittima di bracconaggio e il suo originale habitat è andato perduto con la costruzione di strade, l’intensa attività industriale, commerciale e turistica, e non di meno con l’inquinamento che ha via via contaminato acqua e piantagioni rendendo i nuovi gusci tanto fragili da schiudersi prima del tempo.

2)    LA TIGRE INDIANA

Ce ne sono circa 1800 esemplari in libertà, e non più di 3200 in numero complessivo:troppo pochi per pensare a un imminente ripopolamento. Sembra incredibile pensare che un animale tanto forte e possente sia a rischio di estinzione, ma il bracconaggio per la pelle non è qui il solo ostacolo alla sopravvivenza della specie. Non che sia di poca entità: la tigre indiana vale cifre incredibili sul mercato nero (fino a 40-50mila euro) e la richiesta di prodotti di medicina tradizionale cinese ricavati da questo animale cresce giorno dopo giorno.
Ma fra i problemi più gravi c’è soprattutto la perdita del suo habitat naturale, e l’assenza di prede per un felino tanto esigente fa la differenza.

3)    L’ELEFANTE AFRICANO

Esiste da 5 milioni di anni, unico superstite fra i mammiferi Proboscidati, eppure in pochi decenni la specie è stata repentinamente decimata (da 1,300mila esemplari negli anni ’70 agli attuali 40mila) dalla scomparsa di aree ombreggiate (si tratta infatti di mammiferi il cui habitat naturale è la foresta), dal bracconaggio per l’avorio (ricavato dalle zanne), e in parte dal lento processo di ripopolamento. La gestazione di un’elefantessa dura infatti ben 22 mesi e il risultato è un solo cucciolo: le femmine iniziano a riprodursi dopo i 10 anni di vita e concepiscono mediamente ogni quattro anni.

4)    IL PANDA GIGANTE

La stima qui è limitata a 1600 esemplari, con un tasso di mortalità infantile elevatissimo: la stagione degli accoppiamenti è anche piuttosto breve (sei settimane circa), mentre per il resto del tempo l’animale vive un’esistenza solitaria e tranquilla. Il rischio d’estinzione è anche qui conseguenza del bracconaggio per la pelle e della progressiva perdita di un ambiente ideale: le foreste di bambu. Queste piante, che fioriscono a larghi intervalli regolari in grandi aree per poi morire, non possono sempre ospitare gruppi di panda, perché si tratta di animali che ne consumano quantità incredibili.
In passato erano i panda a spostarsi verso nuove foreste di bambu pronte per la fioritura; oggi questo non è possibile, perché al loro posto sorgono piccoli e grandi insediamenti urbani.

5)    L’ORSO POLARE
Tra i più grandi carnivori al mondo, l’orso polare è presente con circa 20-25mila esemplari in totale. La sua vita, strettamente legata alla presenza di ghiaccio e in particolare di banchise, è a rischio per via del riscaldamento globale. E’ dalle banchise, infatti, che riesce a procacciare cibo durante l’autunno; ma ogni anno la formazione di queste lastre di ghiaccio ritarda progressivamente, e il tempo a disposizione per cacciare foche o altre prede diminuisce sempre di più. Il risultato finale, è che questo gigante predatore rischia di scomparire insieme al suo ambiente naturale.

db

 


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