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Pubblicato su www.nextme.it

Di proposte per futuri veicoli ecologici ne abbiamo considerate e valutate tante. Ma la casa automobilistica Renault desidera dire la sua in tema di grandi città, e lancia la sua proposta per la mobilità urbana di domani: Renault Running.

Non è, come si potrebbe pensare, una nuova soluzione per il trasporto pubblico; si tratta invece di un’idea destinata forse a migliorare quello privato: i taxi. Il designer Walter Robert ha infatti messo a punto un concept che combina alla perfezione sostenibilità ambientale, utilità e praticità; tutto in un veicolo il cui costo su strada farebbe impallidire autobus e metropolitane.

Running è alimentato a energia solare e prevede l’installazione di pannelli sulla superficie del tetto; non pannelli qualsiasi, ma un sistema super sensibile. Il mezzo può inoltre accumulare energia cinetica trasformata grazie ad un converter e utilizzabile, per esempio, in assenza di sole.

Piuttosto compatto all’esterno (lunghezza: 3 metri escluse le ruote; larghezza: 1,60 metri, altezza: 1,80 metri da terra), l’abitacolo ha interni spaziosi da cui si ha una esclusiva visione della strada a 360 gradi, resa possibile dai vetri oscurati su tutti i lati; il modello è infatti tutt’altro che aerodinamico, e se a colpo d’occhio appare futuristico è probabilmente per via dei Led intelligenti e delle ruote multilivelli. Queste ultime si possono persino ‘chiudere’: ‘scivolano’ sotto la vettura ricompattandone la figura complessiva.

La forma squadrata trova però giustificazione nel sistema a ‘trenino’ che consente di collegare un taxi all’altro come fossero vagoni dello stesso treno, fino ad un massimo di tre: un’ottima soluzione per le comitive oltre i quattro passeggeri, quando sono tutti diretti verso la stessa meta.

Difficile prevedere se e quando avremo il piacere di vedere Renault Running su strada; difficile anche prevederne i costi, o i tempi di realizzazione e commercializzazione.

Il taxi del futuro ha quindi ancora molta strada da fare per passare dal ‘pezzo di carta’ all’asfalto delle nostre città.

db

 

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