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Pubblicato su www.nextme.it

Il pianeta Terra è inquinato e ormai abbiamo confidenza con questo concetto. Diverso è pensare che danni simili possano verificarsi anche altrove nell’Universo, frutto della stessa mano umana: eppure Marte potrebbe essere in pericolo.

L’Agenzia Federale Spaziale russa lancerà infatti entro la seconda metà del 2011 il progetto “Phobos Sample Return” (anche detto Phobos-Grunt), una missione destinata a prelevare campioni di terreno su Phobos, la più grande luna di Marte, per poi ‘semplicemente’ trasportarli sulla Terra come oggetto di studio.

Secondo quanto rilasciato, il rover procederà prima ad un’esplorazione di Marte dall’orbita, con relativo monitoraggio delle radiazioni, delle tempeste di sabbia o dei gas; poi atterrerà su Phobos per completare il lavoro, e per tutto questo tempo a bordo della sonda viaggerà una piccola capsula contentente diversi microrganismi vivi.

Qualsiasi malfunzionamento, o un possibile violento impatto del rover sul suolo marziano, in un certo senso provocherebbe la contaminazione del Pianeta.

Non che al momento Marte sia immacolato: ogni volta che una navicella corre veloce verso la Luna, Giove, Marte o vaga nell’Universo in cerca di stelle, disperde lungo il percorso le sue spore batteriche terrestri. Negli ultimi quaranta anni il ‘traffico’ spaziale ha prodotto impressionanti quantità di queste spore provenienti da veicoli non sterilizzati, un trilione delle quali orbita ora intorno al Pianeta Rosso.

Tre microrganismi sono però un equipaggio ancora più preoccupante.

A volerli a bordo è la californiana Planetary Society, sostenitrice della teoria scientifica della Transpermia, ovvero quel casuale impatto con asteroidi e comete che secondo alcuni scienziati consentirebbe l’interscambio di forme di vita fra pianeti.

Se i microbi dovessero rientrare alla base ancora vivi, a dispetto delle incredibili radiazioni cosmiche cui andranno incontro, allora la teoria potrebbe essere confermata e l’esperimento, denominato ‘Life’ (Living Interplanetary Flight Experiment), sarebbe praticamente riuscito.

Il problema è: cosa succede se per qualche ragione i microrganismi restano intrappolati su Marte? È una questione ragionevole, se si considera che la metà delle sonde inviate sul Pianeta Rosso ha fallito, magari schiantandosi sulla sua superficie.

Non è facile ignorare certi interrogativi, neppure in nome della scienza.

Mentre tentiamo di capire l’Universo esplorandolo in lungo e largo, quanto lo stiamo cambiando e soprattutto fino a che punto siamo disposti a comprometterlo?

db


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