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Pubblicato su www.nextme.it

Una nota compagnia architettonica russa, la Ab Elise, ha annunciato ormai da qualche tempo il suo proposito di costruire una città sotterranea là dove anni fa sorgeva una miniera di diamanti nel cuore della gelida Siberia.

Non una città qualsiasi: un vero gioiello architettonico sviluppato in verticale e coperto da una cupola di cristallo, della capacità di circa 100mila abitanti, contenente tutto ciò che occorre per lo svolgimento ordinario e straordinario della attività di una normale comunità.

Eco-City 2020, questo il nome dell’ambizioso progetto, prevede coltivazioni e fattorie, abitazioni poste su terrazzamenti ai livelli superiori e numerosi spazi ricreativi volti a favorire la socializzazione e la cultura; il  tutto distribuito lungo 3 macrosezioni in altezza che sprofondano per oltre 500 metri sotto terra e si estendono entro i margini dell’ex cava, per un totale di circa 1200 metri di diametro.

In superficie, una cupola di cristallo garantirà il filtraggio della luce solare producendo calore e sfruttando una serie di pannelli fotovoltaici per offrire energia sufficiente agli abitanti.

E a proposito dei futuri cittadini, i primi candidati sono già in coda per conquistare un pezzetto di Eco-City: si tratta degli ex-operai di Alrosa, la società preposta all’estrazione dei diamanti nelle aree siberiane di Jacuzia, stanziatisi nei pressi della cava  fino a che nel 2001 questa si esaurì cadendo in disuso.

Benchè il progetto abbia già fatto il giro del web registrando entusiasmi e spesso anche dissensi, la stampa russa lo definisce più una speculazione che la città del futuro: ad oggi non esiste infatti nessuna certezza in merito alla possibilità che Eco-City diventi realtà.

Molte sono state inoltre le polemiche legate al prefisso ‘Eco’: se, in sostanza,  esso sta a indicare ‘benessere dell’ambiente e delle persone’, può una città costruita sul concetto di ‘sopravvivenza’ essere definita tale? Può una coltivazione interna, o il semplice ultilizzo di pannelli fotovoltaici, rendere un buco sotterraneo ‘sostenibile’…?

Va detto per contro che quel ‘buco’ esiste già, ed è inutilizzato; che molte persone malgrado l’ambiente rigido e inospitale vivono attualmente nelle sue immediate vicinanze e che, tutto sommato, Eco-City 2020 non è un’esperienza obbligatoria per chi non gradisce comunità futuristiche sotto cupole di vetro.

Non resta che attendere il 2020, dunque; magari nel frattempo gli scettici si ricrederanno e forse gli impazienti faranno retromarcia. Per ora quel che è certo è che questa inusuale bozza di città risveglia l’attenzione un po’ di tutti.

db


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