Pubblicato su www.nextme.it

E’ chiamato Boule ed è il gene responsabile per la produzione dello sperma. Mentre tutti gli altri geni specifici lentamente subìvano il cambiamento evolutivo  attraverso milioni di anni, esso restava esattamente lo stesso in tutte le specie, dagli insetti ai mammiferi.

E’ quanto emerge da una recente ricerca condotta presso la Northwestern University Feinberg School of Medicine e in pubblicazione il prossimo 15 Luglio nel PloS Genetics ad opera del professor Eugene Xu. Una ricerca sostenuta dal National Institutes of Health e la Northwestern Memorial Foundation e destinata ad avere diverse implicazioni e vastissime applicazioni, soprattutto in campo medico.

Dai risultati di laboratorio è infatti emerso come Boule sia il solo e unico gene responsabile per la produzione dello sperma, presente in tutto lo spettro evolutivo: umani, mammiferi, insetti, pesci, vermi e persino invertebrati marini. Per dimostrarlo il professor Xu ha esaminato attentamente i genomi di un riccio di mare, un gallo, un moscerino della frutta, un essere umano ed un’anemone di mare, uno degli animali più primitivi e meno conosciuti in laboratorio: il gene Boule è stato individuato e identificato in tutti i casi.

“E’ davvero sorprendente”, ha dichiarato Xu, “perchè la produzione di sperma è soggetta alla selezione naturale e i geni tendono a cambiare ed evolversi in questo caso con una certa pressione, al fine di migliorare il processo riproduttivo. Il gene Boule deve essere quindi talmente importante da non poter cambiare”.

La scoperta del professor Xu potrebbe segnare una nuova era nel campo della contraccezione maschile: quando il team di ricerca ha sottratto il gene Boule da un topo, infatti, ha interdetto la sua capacità di produrre sperma senza minacciarne in alcun modo la salute, il che dimostra come Boule sia il bersaglio specifico ideale per un farmaco.

Molte le implicazioni anche nel campo della ricerca, poichè la scoperta di Boule è a questo punto un elemento cruciale per la comprensione delle cause dell’infertilità maschile. Ma se  agendo su Boule è possibile bloccare le potenzialità riproduttive di un qualsiasi animale, allora le applicazioni potrebbero estendersi al campo medico in generale, ad esempio nelle cure di germi e parassiti: interrompendo i loro allevamenti essi non costituirebbero più una minaccia neppure per l’uomo e sarebbero più facilmente eliminabili.

Ipotesi a parte, non conosciamo i risvolti di questa nuova scoperta. Ma ora sappiamo senza ombra di dubbio che nonostante tutta la nostra complessa diversità, nonostante la spinta evolutiva che ci ha cambiati tutti, nonstante i 600 milioni di anni che ci dividono dai più remoti antenati, esiste un elemento comune a tutti, qualcosa che condividiamo da sempre e probabilmente per sempre.

db

 

 

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