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Se viaggiare nel tempo è da sempre tema capace di ispirare cinema, televisione e editoria, è probabilmente perchè la scienza ha spesso fornito elaborati spunti di riflessione.

Ed è oggi proprio uno dei più noti fisici britannici, Stephen Hawking, a discutere nuovamente le teorie sullo spazio-tempo nel corso di un’intervista per Parade Magazine: viaggiare nel tempo potrebbe non essere impossibile, a patto che si trovi un modo per per rompere il continuum spazio-temporale, una possibilità che sta in piedi proprio grazie alla Teoria generale sulla Relatività di Albert Einstain.

Secondo quanto pubblicato nell’ultimo libro di Hawking “The Great Design”, malgrado tutto questo rimandi incredibilmente al fantascientifico film degli anni ‘80 Ritorno al Futuro, il concetto ha, almeno in teoria, una sua logica sensata e plausibile: immaginate un’astronave che viaggi così velocemente (quasi alla velocità della luce) da rallentare il tempo per chi è a bordo, mentre fuori tutto scorre regolarmente. Immaginate che l’equipaggio, quindi, torni prima ancora d’essere partito.

Il viaggio nel tempo (esclusivamente in avanti, e non nel passato come molti auspicherebbero), risulterebbe fattibile: raggiunta pressappoco la velocità di un miliardo di chilometri l’ora, un giorno a bordo di una simile astronave corrisponderebbe a un anno sulla Terra, e nell’arco di soli ottanta anni il mezzo arriverebbe ai confini della galassia, posto che sia abbastanza grande da trasportare carburante sufficiente per realizzare l’impresa.Le teorie di Hawking hanno così riacceso il dibattito sulla questione; in risposta alle sue dichiarazioni infatti, Brian Cox, professore della Manchester University e presentatore del programma “Wonders of the Solar System” in onda sulla BBC ha dichiarato: “E’ già noto dagli acceleratori di particelle che il tempo rallenta per gli oggetti che si muovono ad alte velocità. Quando portiamo una piccola particella al 99.99% della velocità della luce nello LHC (Large Hadron Collider) del Cern di Ginevra, il tempo che sperimenta è solo una frazione del nostro, un sette millesimo. Se costruissimo un’astronave abbastanza veloce, potrebbe raggiungere molte altre stelle già durante la vita del suo equipaggio, ma sulla Terra sarebbero trascorsi intanto due miliardi e mezzo di anni”.

In sostanza, non avremmo comunque la possibilità di sapere com’è andata a finire.

db

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