Pubblicato su www.nextme.it

Che ciascun cane assomigli al proprio padrone, è diceria di uso comune. Che tale supposizione sia dimostrabile scientificamente è invece notizia molto più recente e degna di nota.

Uno studio pubblicato nell’ultimo numero di Proceedings of the Royal Society B offre infatti valide argomentazioni  riguardo l’istinto canino volto all’imitazione di comportamenti e azioni umane, risultato di una serie di esperimenti effettuati a campione. Il progetto, capitanato da Friederike Range del Dipartimento di Biologia Cognitiva dell’Università di Vienna, documenta il comportamento di due gruppi di cani sottoposti a stimoli diversi dopo un training preliminare uguale per tutti: l’apertura, dimostrata dai rispettivi padroni, di una porta scorrevole tramite l’uso della testa o della mano.

A seguito di questa fase, il primo gruppo di cani è stato invitato a “copiare” l’azione osservata e ripeterla, tramite un rinforzo-premio in cibo; il secondo gruppo ha invece ottenuto ricompensa nello svolgere l’azione contraria a quella del padrone, ovvero non aprire la porta.

Il risultato ha in qualche modo rovesciato le teorie di stimolo-risposta che ben conosciamo: tutti i cani, indipendentemente dal gruppo, hanno spontaneamente tentato di imitare il comportamento dei padroni, persino laddove ciò significasse non ricevere alcun premio goloso.“L’esperimento testimonia come il cane  tenda a copiare l’uso della testa e/o della mano-zampa” ha dichiarato Range, “secondo una sorta di imitazione automatica e involontaria simile a quella riscontrata negli esseri umani”.

Duane Alexander, Direttore dell’Istituto Nazionale Eunice Kennedy Shriver sui Bambini e lo Sviluppo Umano, ha inoltre tentato di dimostrare la persistenza di questo genere di comportamenti imitativi anche in altre specie animali, decisamente più lontane del cane rispetto all’uomo. Alcuni uccelli sembrano, secondo Alexander, avvicinarsi all’ipotesi dell’imitazione reciproca, in maniera però molto meno manifesta e documentabile dei cani di Range. “I cani sono animali speciali”, spiega Range, “sia in termini evolutivi sia per l’intensità della loro capacità di apprendimento”.

Ciò vuol dire che nell’addomesticare il proprio fido a svolgere determinate azioni, risulterà senza dubbio più efficace dare dimostrazione pratica del gesto suggerito, affidandosi al naturale e inevitabile comportamento imitativo del nostro amico a quattro zampe: il premio potrà allora fungere da semplice “rinforzo”, segno della nostra approvazione nei suoi confronti e garanzia della “naturalizzazione” del gesto da parte sua.

db

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