Pubblicato su www.nextme.it

Osservando quest’immagine per qualche secondo, non potremo non collegarla istintivamente all’idea d’un evento eccezionale, raro e ricco di fascino:  che l’eclissi possa essere creata artificialmente è quindi una notizia che ci incuriosisce molto.
E’ però esattamente quello che propone Sebastian Vives, a capo del gruppo di ricerca della European Space Agency (ESA): oscurare il sole utilizzando due satelliti che si muovono in formazione intorno ad esso, l’uno costantemente all’ombra dell’altro.
Il volo in tandem dei due satelliti consentirebbe al primo di fungere da “occultatore” e al secondo, costantemente più esterno di circa 150 m, di osservare con maggiore attenzione e per circa un anno la corona solare, quell’atmosfera incredibilmente calda e luminosa che circonda il sole.
Un effetto ottico simile è quello prodotto dai classici coronografi, che usano un disco circolare scuro posizionato all’interno di un sensore, per bloccare l’esposizione diretta al “cuore” di quella che è la fonte luminosa per eccellenza.
I due satelliti, volando in formazione a distanza fissa dal sole e variabile fra loro (con margini di errori di posizionamento pressochè minimi, parliamo di pochi millimetri), produrrebbero invece un’eclissi “reale” rispetto al satellite più esterno dell’asse immaginario.
Un coronografo in dotazione al satellite “osservatore” reca inoltre uno spettrometro a cristalli liquidi utile a coprire un’ampia gamma di intensità di luce e modificarne il livello in tempo reale; un dettaglio “che ci aiuterà a raggiungere un obiettivo chiave della scienza”, ha dichiarato Dominic Doyle, Ingegnere Ottico presso l’ESA,  “Ci permetterà per la prima volta di seguire i movimenti di più elementi rispetto alla corona solare (quindi ad altissime temperature) e contemporaneamente studiare attentamente la struttura della corona stessa“.
L’ambizioso progetto è stato “svelato” lo scorso aprile attraverso  un modellino in scala  frutto di mesi di ricerche presso il Laboratorio Astrofisico di Marsiglia (Francia), e realizzato con la collaborazione del Programma di Ricerca ESA StarTiger: una missione che proverebbe come due satelliti possano muoversi insieme  pur viaggiando ad altissime  velocità per secondo, ferma restando la possibilità di guardare l’anello attorno al sole con “nuovi occhi”.

db

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