Memorie fugaci, afferrate e messe su carta in momenti diversi. Dietro ognuna di esse c’è una storia, una vicenda, un’emozione. Dietro tutte loro, credo, la vita.

quella volta che in montagna nel più assoluto silenzio ho trovato pace respirando (Canneto, estate 2009)

quella volta che nel letto ho pensato di impazzire (Piedimonte, autunno 2007)

quella volta che ho creduto senza riserve nell’amicizia (Roma, Circo Massimo, estate 2002)

quella volta che prima nemmeno l’avevo mai vista, quell’amicizia (Roma, 45 giri, autunno 2007)

quella volta che in un momento m’era sembrato d’aver capito tutto di me, del mondo, della vita (Londra, novembre 2009)

quella volta che dichiarammo aperti i cancelli e non avevamo la minima idea di cosa sarebbe accaduto (Cassino, Eqofestival 2007)

quella volta che nessuno era orgoglioso di me e però me lo meritavo (Roma, 14 febbraio 2007)

quella volta che mi sono rotta un dito senza accorgermene (agosto 2010)

quella volta che mai mi ero divertita così durante una cosiddetta “cena romantica” (Roma, San Lorenzo, primavera 2006)

quella volta che mi sono vergognata di me (Piedimonte, 2000)

quella volta che in un abbraccio l’universo tutto s’è fermato. Immobile.  (11 Agosto 2010)

quella volta che… ballare non era stato mai così bello (Roma, Full Dance, autunno 2002)

quella volta che: una stanza vuota, una stufetta e una coperta (San Valentino 2011)

quella volta che.. niente sarebbe mai stato più come prima (Roma, 11 luglio 2003)

quella volta che Patricia rispose al telefono, legando le nostre esistenze per sempre. (Roma, 11 luglio 2003)

quella volta che ho finalmente imparato a giocare con leggerezza (estate 2010)

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