Pubblicato su www.nextme.it

Siccità, caldo afoso e e magri raccolti potrebbero essere fra qualche anno un problema lontano.
Lo sostiene ottimisticamente un gruppo di scienziati dell’Università di Ginevra (Svizzera), che sta da qualche tempo sperimentando una formidabile tecnica per produrre nuvole artificiali grazie all’uso di un laser, in modo da generare pioggia “on-demand” per qualunque occasione.
La tecnica, sulle prime sperimentata in laboratorio, genera nuovole tramite un impulso laser “sparato” in aria satura d’acqua a una temperatura di -24 °C: tale impulso attira gli elettroni presenti in aria, incoraggiando la formazione di radicali idrossilici che trasformano lo zolfo e il biossido di azoto in piccole particelle, una sorta di molecole ionizzate. Queste ultime, agiscono poi come “semi” per le gocce d’acqua aumentandone quantità e dimensioni e creando così nubi sottili come la scia d’un aereo.
Secondo quanto riferito dal Dott. Jerome Kasparian, leader del progetto, l’impulso laser possiede un’intensità “equivalente alla potenza di 1000 centrali elettriche”; e in effetti il volume dell’acqua all’interno delle nubi create in laboratorio è salito in brevissimo tempo di circa 100 volte.
Vanno però tenute in considerazione le particolari condizioni create appositamente per l’esperimento: ecco perchè il team di ricerca ha poi effettuato una prova a cielo aperto, utilizzando il laser a Berlino, in Germania.
Benchè non sia stato possibile visualizzare concretamente la scia attraverso la luce verde del laser, come era avvenuto in laboratorio, la densità e il volume delle gocce d’acqua è risultata comunque in forte aumento, a conferma del fatto che la saturazione dell’ambiente non è necessaria ai fini dell’esperimento.
Il vittorioso tentativo del Dott. Kasparian non è certo il primo in tema di pioggia artificiale: da decenni si sperimentano tecniche di varia natura, per lo più basate sulla dispersione di ioduro d’argento nell’atmosfera, senza significativi risultati e con un grosso punto interrogativo sotto il profilo ecologico.
La tecnica messa a punto dai ricercatori dell’Università di Ginevra sembra dunque la sola, ad oggi,  che risulti plausibile e perfezionabile: il prossimo passo sarà quindi quello di prolungare l’onda del laser ottimizzando la durata dell’impulso, così da produrre gocce d’acqua grandi a sufficienza da venir giù esattamente come pioggia naturale.
Tutto fa pensare dunque a una nuova era, quella in cui le condizioni metereologiche possono essere create artificialmente dove necessarie: spaventoso da un lato, potenzialmente rivoluzionario dall’altro. Ciò che fa la differenza in tema di scoperte scientifiche di questa portata, è in fondo l’uso che ne verrà fatto in seguito.

db

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