Pubblicato su www.nextme.it

L’evoluzione della mano umana potrebbe avere una storia completamente diversa da quella che le teorie in proposito ci hanno indicato fino ad oggi.
E’ uno dei più recenti ritrovamenti fossili a metterla in discussione: un minuscolo osso di ominide preistorico risalente, secondo gli esperti,  almeno a 6 milini di anni fa e dotato di pollici opponibili molto simili a quelli di cui disponiamo oggi.
L’effetto “presa” garantito da questa particolare conformazione della mano è da sempre considerato conseguenza di un’evoluzione dello stile di vita, trasformazione necessaria dettata dalla manualità della produzione, per esempio, di utensili in pietra, circa 2,6 milioni di anni fa.
Il ritrovamento in questione risale però a molto tempo prima, secondo uno studio presentato il 16 aprile presso la riunione annuale dell’Associazione Americana degli Antropologi Fisici.

“L’andatura eretta e la capacità relativamente sofisticata di manipolare oggetti possono essersi presentate tra i primi ominidi almeno 6 milioni di anni fa”, ha dichiarato Sergio Almècija dell’Università Autonoma di Barcellona. “ Questa scoperta smentisce dunque l’idea che la capacità motoria necessaria per la costruzione di utensili abbia guidato l’evoluzione del pollice opponibile”.
Almècija e i suoi colleghi hanno studiato a fondo l’osso preistorico, che risulterebbe essere il secondo più antico fossile di ominide. Insieme al primo, risalente circa a 7 milioni di anni fa, questo reperto potrebbe risultare utile all’identificazione di altre specie di ominidi e quindi ad una più precisa ricostruzione dell’evoluzione umana da allora ad oggi.

db

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