Pubblicato su www.nextme.it

Si chiama Bruce Dell, australiano, non proviene da alcun college tecnico e non lavora per una multinazionale produttrice di videogiochi: promette però una rivoluzione in tema di grafica 3D che potrebbe cambiare radicalmente il mondo dell’animazione.
La nuova tecnologia di cui parla, e a cui dedica spiegazioni esaustive tramite il video sottostante, è da lui stesso denominata “Unlimited Detail” e non richiede alcun genere di potenziamento dell’hardware.
Si tratta infatti di una tecnologia software-based, capace di renderizzare di volta in volta soltanto i pixel necessari alla visualizzazione, all’infinito: un algoritmo di ricerca tridimensionale, qualcosa di molto simile al sistema di Google, o Yahoo.
Ecco come funziona: Unlimited Detail semplicemente abbandona la costruzione di base dell’animazione 3D, basata sull’utilizzo di poligoni più o meno grandi come “scheletro” degli oggetti visibili; per quanto questa tecnica sia ad oggi perfezionata, il dettaglio ne rivela i limiti geometrici, che mal si sposano con le forme tondeggianti o ricche di particolari.
Unlimited Detail costruisce le immagini grazie a piccole nuvole, una sorta di atomi in 3D. Questi punti colorati permettono una definizione dalla qualità eccellente, il che non è poi del tutto nuovo; si tratta però di una quantità di elementi enorme da processare, per un normale computer. I calcoli matematici per la renderizzazione del perimetro impiegherebbero molto tempo prima di delineare la figura in questione.
Il software che Dell propone, in sostanza, cerca in tempo reale soltanto le nuvole necessarie alla visualizzazione da una certa prospettiva, costruendo la scena momento per momento senza sprechi di tempo: sceglie in pratica gli atomi 3D secondo un sistema “search engine” anzichè “graphic engine”.
“Unlimited Detail è una scoperta che definirei “evoluzionaria” piuttosto che rivoluzionaria” ha dichiarato recentemente Dell, “perchè ci sono molti fattori in causa. Chiunque si occupi di creazione di software di grafica, come Adobe o Maya, dovrà cambiare radicalmente modo di lavorare”
“Si tratta ancora di un’idea”, ha specificato Jon Peddie, della Jon Peddie Research, “ma Bruce Dell è molto convincente e quest’idea risulta solida”.
Pochissime persone hanno finora avuto il privilegio di vedere il software all’opera, ma se ciò che Dell promette risultasse fattibile, il mondo dei videogiochi non sarà mai più lo stesso.
Del resto, come Dell stesso afferma nel video di presentazione, è soltanto con il senno di poi che comprendiamo quanto e come alcune tecniche dapprima considerate “arrivate al top”, siano invece di gran lunga ancora perfezionabili.

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