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Io credo in molte cose.
La prima, è che il mondo ti sorride se lo guardi sorridendo.
La seconda, correlata, è che la percezione che uno ha dell’universo può rendere le nostre vite infinitamente meravigliose o tristemente vuote.
E allora credo che uno il mondo dovrebbe vederlo come lo vedo io: gommoso, e colorato. Perfetto, già di suo.
Niente spigoli. Zero bruttezze. Nessun elemento discordante.
Raggiungere l’apice della gioia senza che intorno accada necessariamente qualcosa di eclatante.
Sorprendersi a pensare che il Tamigi scorre quieto e brillante sotto i miei passi, PER ME.
O che quella prima rondine, arcangelo di una nuova primavera, quella rondine volata sopra la mia testa mi abbia guardato dritto negli occhi perchè io assaporassi per un momento il gusto solenne del volo.
Che pena deve farle, la mia piccolezza e immobilità. Lei che lassù attraversa i continenti per avere sempre il meglio. Lei che conosce il mondo, e lo gode fino al midollo. Lei che è parte del cerchio perfetto della vita e non pretende d’esser nulla di più che questo, perchè tale è il suo magico senso dell’ esistere.
Oppure quelle volte che incontro lo sguardo di un bambino, e gli regalo un sorriso fantasticando che magari un giorno, da grande, gli ritornerà alla memoria questo momento.
Suppongo che il segreto stia, tutto sommato, nel sapersi sorprendere continuamente, cambiando rotta ogni tanto e cimentandosi in nuovi “sè” tutti da esplorare. Come quei piccoli mondi in miniatura chiusi in una bolla di vetro, che se li scuoti un poco, appaiono più belli.
Perchè noi siamo tutto in potenza. E abbiamo già tutto, sempre in potenza.
La verità è che la natura umana è in gran parte sconosciuta, il che è abbastanza ridicolo: per quanto ricca, è semplice come quella della mia rondine.
Mi torna alla mente il mio vecchio cane, Bridge. Meravigliato e terrorizzato dall’immensità del mare, mentre vive un profondo conflitto interiore tra seguire me, la sua amica, la sua gioia, in quell’immenso, o restare sulla terraferma magari a vedermi morire tra le onde. D’un tratto il mio sorriso lo convince. E comunque un cane sceglie sempre l’amore, alla paura. Allora lui s’incammina, timidamente, sommessamente, fino a non toccare più il fondo. Lo fa perchè si fida di me. E` la sua natura.
Sprofonda per qualche secondo, probabilmente ingurgita un bel po’ di acqua. Ma all’improvviso riemerge, fiero, sorpreso e felice, e scopre d’esser nato anche per nuotare. Scopre persino che e` bello, nuotare.
Ecco noi siamo cosi. Non è solo questione di affrontare le nostre paure, si tratta anche d’essere disposti ad affondare per un po’, prima di tornare a galla con una paura di meno. E la prima, è la nostra piccolezza. Il terrore d’esser semplicemente ciò che siamo, parte dello stesso cerchio perfetto di cui sopra.
Ora, io so bene che il Tamigi non scorre per me, so bene che quella rondine volava basso probabilmente in cerca di cibo, so bene che esiste un altro lato della medaglia.
Che esistono spigoli e bruttezze, e crudeltà di fronte le quali resto inorridita chiedendomi come la natura umana possa essere stata deviata a questo punto.
Perchè non abbiamo bisogno di scuoiare animali per stare al caldo e non abbiamo bisogno di un mezzo di locomozione per andare al bar a prendere un caffè, nè di andare a caccia per divertirci. Non abbiamo bisogno di inventare nuovi modi di produrre energia, dal momento che la natura ci ha fatto dono del sole e del vento e della terra, non abbiamo bisogno di complicare le nostre vite fino al punto di non ritorno. Nè di clonare pecore per scoprire la cura di mali che noi stessi abbiamo creato, o ripopolare razze animali che vanno scomparendo per mano nostra. Usciamo dal cerchio della vita per poi inventare mille modi per rientrarci. Siamo i soli esseri ad avanzare questa pretesa, nell’intento di lasciare a tutti i costi un segno che non occorre lasciare, perchè siamo già speciali, lo siamo in quanto parte di un tutto che era perfetto fin dall’inizio.
Guardiamoci intorno.
Armonia di forme, colori, odori, sapori.
Crediamo davvero che chi dall’alto ci ha messo qui, non abbia già pensato a tutto? Che tanta perfezione non sia anche usabile?
Pensiamo davvero di essere piu` ingegnosi di chi ha creato tutto quanto? Perchè inviterei a riflettere che chiunque sia, accanto alle molte meraviglie che ho ogni giorno l’onore di ammirare, amare, toccare…. chiunque sia, ha creato anche noi. In tutta la nostra perfezione. Fantasia compresa.

db

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