Pubblicato su www.nextme.it

Ciò che era fantascienza sarà realtà nel giro di pochi decenni, e l’uomo diventerà immortale (o quasi).

E’ quanto afferma il 61enne americano Ray Kurzweil, già noto come lo scienziato delle imprese impossibili, precisando il ruolo centrale che le nanotecnologie avranno nella conquista della vita eterna.

Entro il 2050 la scienza disporrà dei mezzi necessari per riprogrammare il corpo umano e fermare, nonchè invertire, i naturali processi dell’invecchiamento; i nanobot faranno il resto, sostituendo cellule del sangue, organi vitali e arti con elementi artificiali il cui lavoro sarà di gran lunga più efficiente del nostro.

Nello scenario prospettato dal Dott. Kurzweil, l’integrazione uomo-macchina estenderà le nostre capacità fisiche e mentali al punto che saremo in grado, per esempio, di risolvere quesiti matematici in pochi minuti, o trattenere il respiro sott’acqua per ore.

Piccole macchine realizzate artificialmente andranno a  spasso per il nostro organismo, perlustrando e  riparando eventuali cellule danneggiate con lo scopo di prevenire malattie d’ogni tipo, dalla semplice influenza agli attacchi di cuore.

Tutto questo, consentirà dunque all’umanità di vincere una delle sfide più antiche della storia: la conquista dell’eterna giovinezza, anche se il prezzo da pagare coincide col timore epocale del divenire sorte di cyborg con arti e organi artificiali.

db

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