Pubblicato su www.next.it

Provate a mettere insieme queste tre grandi verità del nostro tempo: esiste la possibilità, ormai consolidata, di comunicare con chiunque attraverso la rete; esiste una grossa difficoltà da parte di molte aziende a smaltire adeguatamente certi tipi di rifiuti ed esiste l’esigenza, da parte di altre aziende, di procurarsi ingenti quantità  proprio di quel genere di rifiuti: a rigor di logica avrete già compreso il potenziale innovativo di Recyclematch.com .

Si tratta di un portale che, partendo proprio da questi tre semplici presupposti, favorisce attraverso un mercato virtuale uno scambio reale: oggetto dello scambio è in questo caso la “spazzatura”, perchè ciò che per qualcuno rappresenta un ingombro e un costo, per altri è invece una fortuna e una risorsa.

Recyclematch, fondato da un team di veterani dell’industria dei rifiuti, si propone come il mezzo che mette in contatto gli uni con gli altri, a beneficio loro, nostro e dell’intero Pianeta.

Ecco come: supponiamo che l’azienda X produca per sua natura o debba occasionalmente smaltire un eccessiva quantità di materiali come legno, vetro, plastica, metallo, cartone e chi-più-ne-ha-più-ne-metta.

In via confidenziale l’azienda comunica a Recyclematch la propria eccedenza e il portale, individuata una lista di potenziali compratori, risponde all’offerta segnalando i profili della domanda in un messaggio di posta elettronica. L’accordo, a questo punto, avverrà privatamente e in via diretta fra venditore e acquirente.

Entrambi trarranno un ovvio vantaggio economico da questo genere di scambio: l’azienda X non dovrà investire denaro per lo smaltimento dei materiali, anzi guadagnerà nel toglierseli di torno; l’acquirente, per contro, li pagherà molto meno rispetto al prezzo di mercato del settore, risparmiando. Ed è anche probabile, ragionando sul lungo periodo, che la produttività di entrambe le aziende aumenti e si differenzi grazie alla disponibilità di risorse di varia natura.

I rifiuti scambiati in questo modo eviteranno di volumizzare le montagne di spazzatura destinate a restare inutilizzate nei vari depositi,  e il loro riciclo o riuso contribuirà a rendere la Terra un posto più pulito e sano.

Fino a qui la logica ha accompagnato un ragionamento senza grinze; provate adesso ad attivare anche un pò d’intuito: se la spazzatura è il problema crescente del nostro secolo, per via dei numerosi passaggi e dei troppi intoppi che puntualmente si verificano lungo la complessa catena  dello smaltimento, e se la rete è invece la risorsa dello stesso secolo, lo spazio dove tutti possono contattare tutti… gli anelli intermedi sono davvero sempre indispensabili?

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